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Il progetto

Pavia

 

Protagonista di una storia millenaria, Pavia fu fondata dai romani già nel primo secolo a.C.

La città si trovava all’incrocio delle più importanti strade internazionali, di terra e d’acqua: la via francigena (isole britanniche – Roma), l’itinerario gerosolimitano o burdigalense (Bordeax – Gerusalemme) e le vie compostelane (da est e da nord a Finisterre).

Affacciata sul fiume da cui inizialmente prese il nome di Ticinum, dalla tarda antichità fino al termine dell’età visconteo-sforzesca con la vicina Milano ricoprì a fasi alterne il ruolo di sede del potere politico, prima con Odoacre (476-493) e con Teodorico (493-526), poi con i Longobardi (572-774), i Carolingi, i Sassoni e gli Ottoni (774-1024), come capitale del Regno Italico.

 

 

Il progetto

 

Ai fini della comprensione del significato storico della città di Pavia nel circuito delle sedi di potere dell’Europa medievale la storia parallela di San Salvatore e di San Pietro in ciel d’Oro ma anche quella di San Michele costituiscono un punto di osservazione privilegiato.

Per i tre complessi architettonici, a noi pervenuti dopo varie trasformazioni che sembrano aver completamente cancellato le fasi precedenti, è sufficientemente nota la storia recente, dal XII secolo per San Pietro in ciel d’oro e per San Michele e dal XV per San Salvatore.

Mancano, invece, informazioni circa l’esatta collocazione e l’articolazione degli edifici di età longobarda e ottoniana.

Eppure allora i tre insediamenti religiosi furono luoghi particolarmente privilegiati, in grado di contenere scuole e scriptoria di alto livello, e di ospitare sinodi e concili, e di accogliere re, imperatori e pontefici con le loro corti beneficiando del patronato e della tutela dei regnanti e svolgendo un ruolo di controllo e gestione su ampi territori dalle Alpi fin in Toscana.

Alla base del progetto sta la convinzione che mirate indagini archeologiche possano finalmente fornire elementi illuminanti per la comprensione di quello status speciale goduto in passato da Pavia antica capitale per i Longobardi e poi del Regno italico, luogo di residenza oltre che di passaggio di re e di imperatori, a partire da Teodorico il grande fino almeno a Federico Barbarossa.

La città, infatti, pur protagonista della storia altomedievale non solo d’Italia, presenta particolare scarsità di testimonianze materiali dei secoli precedenti il Mille.

Quanto non ancora esplorato nelle fondazioni di San Michele e dei due monasteri imperiali della città potrebbe contenere resti utili per cominciare a far luce su un capitolo di storia non solo locale.

Reperti e manufatti sono necessarie fonti d’informazioni per gli studi storici, e anche capaci di parlare al largo pubblico proprio nella loro connotazione archeologica.

 

 

Notizie inedite: le indagini archeologiche

 

Sono state svolte azioni preliminari di redazione delle schede tecniche e grafiche dei tre monumenti e di produzione di una documentazione dettagliata dei siti (relazioni e planimetrie), volta a rendere conto delle indagini geofisiche realizzate tra il 2016 e il 2017. L’attività di ricerca archivistica e bibliografica è stata propedeutica alle fasi di indagine radar stratigrafiche e di scavo che hanno riguardato le tre basiliche.

Gli interventi radar stratigrafici e i restauri hanno permesso di riscoprire le radici longobarde di Pavia attraverso:

  • prospezione del sottosuolo tramite l’uso di speciali attrezzature georadar nelle basiliche e nelle aree contigue (San Michele, San Pietro in Ciel d’Oro, San Salvatore),
  • analisi paleo patologiche e rilievi con laser scanner delle ossa attribuite al re longobardo Liutprando (San Pietro in Ciel d’Oro),
  • restauro della lapide che riporta un’epigrafe dedicata alla Regina Adelaide (San Salvatore) e deposizione delle ossa ritenute del re longobardo Liutprando (San Pietro in Ciel d’Oro).