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San Pietro in Ciel d’Oro – Le scoperte

Gli scavi del progetto del 2018-2019

 

Due saggi archeologici sono stati eseguiti per verificare il significato di alcune delle anomalie riscontrate dal rilievo radarstratigrafico, nell’area antistante la chiesa e nel cortiletto dietro le absidi.

 

Nella piazza si è accertata la presenza di un potente deposito archeologico, a partire da 30-40 cm al di sotto del piano attuale; in particolare, si è messo in evidenza il muro di separazione tra il sagrato e il cimitero dei Canonici, noto da documenti d’archivio, con numerose inumazioni in nuda terra.

 

Dietro le absidi lo scavo ha individuato resti di strutture diverse probabilmente riferibili alla fase rinascimentale della chiesa e un elemento di particolare interesse, un tratto di muratura ad andamento curvilineo che potrebbe rivelare l’abside della chiesa più antica.

 

Una tavola di confronto (elaborata dall’arch. Carlo Bergamaschi) delle planimetrie di chiese pavesi ricostruite in forme romaniche su preesistenti architetture altomedievali (rapportate anche alla chiesa romanica del monastero maschile di S. Ambrogio a Milano), evidenzia che il raggio di curvatura del muro ritrovato attesterebbe la preesistenza di un’abside davvero “grandiosa” – come la definiva Giuseppe Nocca, a memoria di Gaetano Panazza, Lapidi e sculture paleocristiane e preromaniche di Pavia, in Arte del Primo Millennio, a cura di E. Arslan, Torino, Viglongo, 1953, pp. 211-297, part. p. 223 – e comunque molto meno ampia dell’abside paleocristiana di ss. Gervasio e Protasio.

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Planimetrie