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San Michele – Le scoperte

Gli scavi del progetto del 2018-2019

 

Sul sagrato, in corrispondenza del pilastro destro del portale centrale, è stato eseguito un saggio di scavo volto a verificare natura e consistenza delle anomalie evidenziate dal rilievo radarstratigrafico.

 

Gli scavi archeologici, pur nelle ridotte dimensioni del saggio, hanno posto in evidenza una stratificazione piuttosto interessante, a partire da quello che potrebbe essere il piano di cantiere della cattedrale romanica. Si sono infatti individuati resti di strutture appartenenti a fasi edilizie differenti, in parte riferibili alla storia precedente della chiesa, e tracce collegabili alla più antica sistemazione dell’area.

 

Della forma e dell’ubicazione della basilica preesistente non abbiamo informazioni, se non del posizionamento del campanile antico, sulle fondamenta del quale è stato ricostruito quello attuale. Piazza Azzani, antistante la facciata sinistra della chiesa, è un reperto archeologico urbanistico: si correla infatti con la posizione dell’antico Palatium regio e con alcune case in muratura risalenti all’epoca altomedievale ritrovate a fianco. La piazza antistante la facciata principale è invece singolare per la sua realtà poco profonda: la muratura del Palazzo regio doveva arrivare a ridosso della costruzione attuale, restringendo ulteriormente lo spazio davanti alla basilica. Un sondaggio in questa area è stato effettuato con l’intento di capire le ragioni di certe scelte e di rilevare possibili relazioni con la chiesa preesistente. Le informazioni ricavate dagli scavi dal 2018-2019, testimonianti la stratificazione di San Michele Maggiore devono essere rilette e messe in relazione con i precedenti rinvenimenti archeologici e in particolare con il ritrovamento da parte di Adriano Peroni del tesoretto tra l’abside e il transetto sud della chiesa. Si auspica che in futuro un esame radarstratigrafico su tutta la superficie pavimentale della chiesa e scavi in altre aree significative, come quella del campanile, possano chiarire ulteriormente il quadro delle scoperte archeologiche finora fatte.