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Itinerario longobardo

Visite alle antiche cripte e ai luoghi della memoria longobarda.

 

L’itinerario toccherà le seguenti tappe:

1. Via Alboino, dal nome del sovrano longobardo che entrò nella città di Pavia nel 572, come racconta Paolo Diacono nella Historia Langobardorum, evocando il celebre aneddoto che vede protagonista il cavallo del re.

 

La leggenda è trascritta su una lapide in corso Garibaldi. In via Alboino si conserva parte di un palazzo medievale, denominato allusivamente Reggia di Alboino.

2. Via e piazza Porta Palacense, dove anticamente sorgeva la reggia regale, edificata sotto il regno del sovrano ostrogoto Teodorico.

 

Era la residenza e la sede amministrativa dei re longobardi, che qui avevano gli uffici del tesoro, la cancelleria e il tribunale. Il re Pertarito (682-688) fece costruire nelle prossimità una porta, la Porta Palacense.

3. Cripta di Santa Maria alle Cacce. È ciò che rimane della chiesa e del monastero longobardi dedicati a Santa Maria fuori porta, eretti nell’VIII secolo da re Ratchis.

 

Il complesso monastico cominciò ad essere chiamato Santa Maria delle Cacce dalla fine del XIV secolo. La cripta ha una forma riconducibile alla tipologia longobarda: un corridoio rettilineo con due absidi laterali a oriente.

4. Cripta di Sant’Eusebio, usata ai tempi di re Rotari (636-652) come sede del vescovo ariano.

 

L’intitolazione a S. Eusebio venne adottata dopo la conversione del popolo longobardo al cattolicesimo, in ricordo del vescovo di Vercelli che aveva lottato contro il credo ariano. La cripta conserva capitelli di VII secolo, preziosa testimonianza ancora in loco di scultura longobarda.

5. Monastero di Santa Maria Teodote (Seminario Vescovile). L’ex monastero femminile di Santa Maria Teodote, detto anche della Pusterla perché sorto vicino ad un accesso pedonale presente nelle antiche mura urbiche, viene fondato probabilmente nell’VIII secolo per volere di un personaggio di nome Gregorio ed è oggi sede del Seminario Vescovile (XV sec.).

 

Il monastero, secondo la tradizione, avrebbe preso il nome dalla giovane Teodote, violata dal re longobardo Cuniperto e poi lì rinchiusa. Gli scavi degli anni Settanta hanno portato alla luce il tracciato dell’antica chiesa monastica dedicata a San Michele (VIII sec.).

6. Chiesa di San Giovanni Domnarum, una delle più antiche chiese di Pavia. Fu fondata intorno al 650 dalla regina longobarda Gundeperga, figlia della regina Teodolinda, sul luogo di un complesso termale romano caduto in disuso.

 

Come aveva già fatto la madre a Monza, anche la figlia decise di fondare a Pavia una basilica in onore di San Giovanni Battista e la adornò con oro, argento e paramenti preziosi. Al termine della sua vita terrena la regina venne sepolta nella chiesa. La chiesa fu ricostruita nell’XI secolo dal vescovo Rinaldo, che la dotò di una cripta “ad oratorio”.

7. Complesso di San Felice. Antico convento pavese, fondato nell’ VIII secolo dal re longobardo Desiderio e da sua moglie Ansa.

 

Nei diplomi del 760 e del 771 è indicato quale possedimento del cenobio bresciano di San Salvatore. Lo stesso monastero pavese, come risulta dal documento del 771, era intitolato a San Salvatore. Il cambio di nome avvenne forse di conseguenza alla conquista dell’indipendenza da Brescia, avvenuta sotto il regno Ottone III. L’edificio ospitò regine, principesse e nobildonne in visita a Pavia. Sono state rinvenute le tombe «a cappuccina» di tre monache che dimorarono qui all’epoca della fondazione del convento, nell’VIII secolo. Al periodo longobardo risalgono i capitelli delle colonne nella cripta.

8. Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, legata alle vicissitudini del re longobardo Liutprando che qui trasportò dalla Sardegna il corpo di Sant’Agostino e fondò un monastero di monaci benedettini.

 

Nella chiesa vennero trasferite nel XII secolo le spoglie dello stesso Liutprando.

9. Basilica di San Michele Maggiore, edificata nella prima metà del XII secolo sui resti di una precedente basilica, che era stata la cappella palatina dei sovrani longobardi e chiesa delle incoronazioni dei re Italici.

 

Di questa precedente chiesa si conserva la dedicazione all’arcangelo Michele, santo guerriero a cui il popolo longobardo era particolarmente devoto.

10. Musei Civici, sezione longobarda.

 

Qui si potranno ammirare i reperti provenienti da monumenti longobardi perduti di Pavia e provincia: lastre tombali, iscrizioni funebri, frammenti architettonici e scultorei di chiese e monasteri, manufatti di oreficeria.

11. Complesso di San Salvatore, fondazione longobarda che si lega alla figura di re Ariperto I.

 

Secondo quanto riportato da Paolo Diacono, Ariperto I avrebbe fondato la chiesa di San Salvatore, posta al di fuori della città, nella zona ovest, arricchendola di decorazioni e dotandola di quanto necessario al suo sostentamento. Paolo Diacono fa più volte riferimento alla chiesa come luogo di sepoltura di sovrani longobardi, discendenti di Ariperto I: Pertarito, Cuniperto ed Ariperto II.

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